Racconti Horror alla chiesa dei Filippini, Vicenza
Questo è uno dei temi di Vicenza Gotica — racconti horror e storie oscure dalla città.

La chiesa dei Filippini di Vicenza, cioè la chiesa di San Marcello in San Filippo Neri, si trova in corso Palladio ed è uno dei complessi religiosi più rilevanti del centro storico cittadino. L’edificio attuale, costruito in stile neoclassico tra il 1730 e il 1830 sull’area di una precedente chiesetta dei Gesuiti, comprende anche la casa e l’oratorio dei Filippini.
Tra facciata severa, ambienti di congregazione e una storia fatta di interruzioni, soppressioni e ritorni, questo luogo custodisce una presenza stratificata nel cuore di Vicenza. Per Vicenza Gotica diventa così uno spazio ideale da attraversare con racconti horror e visioni oscure legate alla memoria della città.
Questa pagina raccoglie i contenuti dedicati alla chiesa dei Filippini e li colloca dentro il loro sfondo storico e architettonico.
Racconti Gotici alla chiesa dei Filippini
- La guida
Una mattina di giugno, Edonika entra nella chiesa dei Filippini a Vicenza e si trova a non poter più uscire. Quello che la trattiene conosce il suo nome, e lei scoprirà di non sapere il suo.
→ Leggi il racconto horror - La neve ha otto punte
Un giovane attraversa Corso Palladio quando qualcosa nella stradella dei Filippini cattura la sua attenzione e lo costringe a fermarsi. Quello che vede lo porta a compiere una scelta irreversibile.
→ In arrivo - La notte del 26
Nella notte del 26 maggio, una messa straordinaria raduna una piccola folla davanti alla chiesa dei Filippini di Vicenza. Padre Marcello officia in silenzio mentre qualcosa, dentro le mura, inizia a muoversi.
→ In arrivo - Mezza matita
Una chiesa fresca d’incenso, un tè mai bevuto, e un cuore di pietra che ricorda a modo suo chi lo tocca. Kamal entra per ripararsi dal caldo. Qualcosa, dentro, lo stava già aspettando da molto prima di lui.
→ In arrivo
Poesie dalle Ombre alla chiesa dei Filippini
- Osceno il suono del peccato – “Tutto si fa celestiale sotto un crocifisso in fiamme, mentre una bambina dell’Ottocento prega in ginocchio.”
→ Leggi la poesia gotica - La benedizione – “Dietro un angolo martoriato s’intravede una figura, un’ombra del passato.”
→ In arrivo - Martiri agonizanti – “Ho visto le persone morire,
nell’attimo in cui le bianche colombe presero il volo eterno.”
→ In arrivo - Pura e innocente – “Il silenzio ha imparato il tuo nome, e lo costudisce gelosamente tra la rosa dei venti.”
→ In arrivo
Il Contesto Storico
La presenza dei Filippini a Vicenza nasce da un falso inizio. Nel 1658 un primo gruppo di chierici tentò di stabilirsi presso la parrocchia di San Paolo, ma il progetto si spense quasi subito: sia il parroco che il sacerdote coinvolti morirono improvvisamente, lasciando l’insediamento senza basi su cui proseguire.
Passarono quasi trent’anni prima che la congregazione tornasse a mettere radici in città. Fu il giureconsulto Giovanni Maria Marchesini, nel 1686, a procurare ai chierici l’officiatura della chiesa dei Santi Faustino e Giovita, di cui gli oratoriani si occuparono anche curando il restauro.
Il vero punto di svolta arrivò solo nel 1719, quando l’oratoriano Giuseppe Albieri si stabilì nella casa già appartenuta ai Gesuiti, su invito del vescovo Sebastiano Venier. L’anno dopo, nel 1720, i Filippini ricevettero in dono la chiesa e la casa dei Gesuiti in corso Palladio, entrandone in possesso ufficiale il 26 maggio — non per caso il giorno della festività di san Filippo Neri.
Demoliti gli edifici preesistenti, la costruzione della nuova chiesa fu affidata a Giorgio Massari, che ne pose la prima pietra il 26 maggio 1730. Da lì in avanti il cantiere si trasformò in un’attesa lunga quasi un secolo: ottenere permessi e fondi era difficile in una città già satura di chiese, e la crisi della Repubblica di Venezia non aiutava.
Il presbiterio fu il primo a essere completato, nel 1747. La navata, avviata circa un decennio più tardi, restò incompiuta per decenni e fu portata a termine solo nel 1822 — quando al progetto originario di Massari si erano già sostituiti Domenico Cerato e Antonio Piovene. La consacrazione, il 15 maggio 1825 per mano del vescovo Giuseppe Maria Peruzzi, arrivò dunque quasi un secolo dopo la posa della prima pietra; il completamento complessivo dell’opera è datato al 1832.
Neanche l’età napoleonica lasciò indenne il complesso: la congregazione fu soppressa nel 1810 e poté ricostituirsi solo nel 1821, sotto il Regno lombardo-veneto. Fu allora che, nel 1840, il vescovo Giovanni Giuseppe Cappellari decise di trasferire qui la sede dell’antica parrocchia di San Marcello — un passaggio che diede alla chiesa il nome definitivo di San Marcello in San Filippo Neri.
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Autore e ricercatore indipendente di folklore vicentino. Collaboro con la testata locale ViPiù e dedico la mia scrittura a ciò che Vicenza non mostra apertamente: leggende sepolte, simboli dimenticati, storie che sopravvivono nell’ombra dei vicoli e nel riflesso degli specchi. Vicenza Gotica nasce dalla convinzione che ogni città abbia un doppio — e che valga la pena cercarlo.



