Era inverno quando giunse un cavaliere spettrale.
Osservò il ponte di pietra appena eretto,
che conduceva oltre il destino.
Il cielo era porpora pura,
trapunto di diamanti neri.
Nel silenzio surreale del suo lento fluire
galleggiavano i cadaveri di eroi dimenticati.
Simili a vascelli,
le anime spiegavano vele maestose.
Arcano è giungere fin qui
per assaporare le proprie morti.
Ripete all’infinito vite assurde,
che conducono sempre al medesimo epilogo.
Raccontami, San Michele,
quanti hanno cercato il volo verso l’infinito?
Amanti di passaggio
dal coltello ancora insanguinato.
Madri in attesa
di vedere il volto dei figli rifiorire in queste acque.
Sotto quest’arco
la vita è annegata nell’agitazione.