Meravigliose damigelle al crepuscolo,
camminano fiere sul cornicione,
scrutando le anime dall’alto del Torrione.
Levano un canto soave e celtico,
incompreso arcano racconto,
per consacrare uno strano tramonto.
Un rituale grottesco
si dissolve nel giardino morente,
simile a un affresco dantesco.
Qualcuno nell’oscurità t’aspetterà,
sussurrando il mistero:
Il tuo nome pronuncierà.
Le vie sono labirinti mortali;
là hanno barattato le tue ali
per redimere gli effimeri mortali.
Gemiti di sofferenza echeggiano,
avvolgendo la torre decadente,
dove dimora il dio Giano.
Brindiamo alla vita mortifera.
Illuminati dalla luna di sangue splendente;
mutiamo vertiginosamente
in nuovi corpi di cera.