Le Quattro Porte — Versi inquieti su Villa La Rotonda

Le Quattro Porte — Versi inquieti su Villa La Rotonda

Un salice che piange, una luna ricurva sulla collina dei desideri, e dietro le quattro porte di Villa La Rotonda segreti che non aspettano di essere trovati — aspettano di trovare. Questi versi inquieti nati a Villa La Rotonda seguono il perimetro della Rotonda fino al punto in cui il movimento smette di essere cammino e diventa follia.

Perché salice piangi?
Provo piacere dalla tua ombra ondulante.

Percepisco il vento che agita gli spiriti intrappolati in te.

Adagio la testa e aspetto.

La notte allunga la sua mano e spegne il sole.
Lassù la luna ricurva illumina la collina dei desideri.

Dentro la Rotonda strani giochi intrappolano oziosi ospiti…
Dietro le quattro porte si celano segreti di morte.

Un violino centenario suona vibrando verso la cupola centrale.

Candelabri illuminano sagome che danzano lungo le pareti mentre le anime fuggono dalle finestre.

Tutto scorre.
Tutto si ferma.
Tutto è caos.
Lungo il perimetro cresce la follia.

Là troverò emozioni oltre la solitudine di un viale che conduce alla mezzanotte di picche.

La triade finale — tutto scorre, tutto si ferma, tutto è caos — condensa in tre versi brevi quello che la poesia ha costruito lentamente: un luogo dove le leggi ordinarie del tempo e del movimento non valgono. Il violino centenario e le anime che fuggono dalle finestre non sono decorazioni gotiche — sono la prova che dentro la Rotonda qualcosa continua ancora, indipendentemente da chi entra o esce. Questa poesia gotica si chiude con un’immagine potente: un viale che conduce alla ‘mezzanotte di picche’, dove le emozioni oltre la solitudine attendono.