Il vento solleva una giornata noiosa,
sui logori tavolini il segno di notti
consumate tra l’assenzio.
Dietro un angolo martoriato
s’intravede una figura,
un’ombra del passato.
Passeggia una prostituta malinconica e spossata;
sfiorando le porte della chiesa,
osa accennare un fugace segno della croce.
La benedizione, in forma di portafoglio,
supplica la grazia del Signore sordo
per consumare un’altra notte.
I mattoni di San Marcello nascondono i peccati,
e il santo in silenzioso consenso, li contempla.
Truccandosi l’anima,
si abbellisce coraggiosamente
per la prossima vittima.
Un’altra notte di passione
in questa confortevole missione,
tra tonache e rosari
appesi ai candelabri.